Poker Caraibico – Caribbean Poker

Al pari di tanti altri giochi da casino, il Poker Caraibico, è il risultato dell’evoluzione di altri giochi. Un gioco chiamato Primera, risalente al XVI secolo, pare essere un lontano parente del poker Caraibico.
Antenato del poker Caraibico è un antico gioco del XVI secolo, la Primera, che era giocato soprattutto in Spagna e Gran Bretagna. In seguito la Primera iniziò a diffondersi con alcune varianti anche in Francia, dove le fu attribuito il nome Poque. Intorno al XVIII secolo questo gioco si diffuse oltreoceano, inizialmente dalla Louisiana, grazie ai coloni francesi, per poi diffondersi anche nel Mississippi. Agli inizi del ’900 però, in Nevada fu introdotta una legge che vietava il gioco d’azzardo: il Poker Caraibico subì così un forte declino, ma dopo gli anni ’30, con l’abolizione di tale legge, si riprese nuovamente. Il nome Caraibico attribuito a questa tipologia di poker, deriva dal fatto che, questo gioco si diffuse e acquisì popolarità nella zona dei Caraibi, in particolare sulle navi da crociera.
I punteggi nel Poker Caraibico sono in sostanza identici a quelli delle altre varianti del poker, cambiano però alcuni termini e alcune priorità. Partendo dal punteggio più basso e proseguendo verso il più alto, essi sono:
Mano con Asso e Re; Coppia, ossia due carte dello stesso valore; Doppia Coppia, ossia due coppie di carte dello stesso valore; Tris, ossia tre carte dello stesso valore; Scala, ossia cinque carte dal valore consecutivo tra loro; Poker, ossia quattro carte dello stesso valore; Full, ossia una Coppia più un Tris; Quattro di un tipo, ossia quattro carte dello stesso seme; Scala colore (Straight Flush), ossia una scala di carte dello stesso colore; Scala Reale (Royal Flush), ossia la scala colore che comprende Dieci-Jack-Regina-Re-Asso.
Le regole del Poker Caraibico sono molto semplici. Obiettivo del gioco è di battere il banco: a un tavolo da gioco possono partecipare più giocatori, che però non si sfidano tra loro, ma ognuno deve agire contro il croupier. All’inizio della mano ogni giocatore compie la propria puntata di entrata, detta Ante, che gli permette di ricevere le carte. Quando tutti i giocatori hanno messo sul tavolo da gioco l’Ante, il croupier distribuisce cinque carte scoperte ai giocatori, quattro carte coperte e una scoperta a se stesso. Una volta distribuite le carte, il giocatore deve decidere se rilanciare la puntata d’inizio, sfidando il banco, oppure se lasciare, valutando le proprie carte scoperte e l’unica carta scoperta del mazziere. I casi che si possono presentare a questo punto del gioco sono: il giocatore lascia, quindi perde la puntata di Ante; il giocatore sfida il banco e perde sia l’Ante che il rilancio, poiché quest’ultimo ha un punteggio maggiore; il giocatore sfida il banco e vince sia l’Ante che il rilancio, perchè ha un punteggio maggiore; il giocatore sfida il banco e pareggia, in tal caso le puntate di Ante vengono restituite; il giocatore sfida il banco e vince l’Ante, perchè quest’ultimo non ha un Asso e un Re in mano.
Riguardo all’ultimo punto, occorre fare una precisazione: il banco non può qualificarsi per un eventuale rilancio da parte del giocatore se non ha in mano almeno un Asso e un Re. Pertanto, la bravura del giocatore sta nel prevedere se il banco possa avere un punteggio maggiore della propria mano, basandosi solo su di essa e sulla carta scoperta del mazziere.
E’ importante sapere che il banco ha un margine del 5,26% circa. Il giocatore deve riuscire, quindi, a ridurre al minimo la possibilità che questo margine si alzi, cercando di prendere le decisioni più giuste durante le varie fasi di gioco. E’ bene evitare di bleffare se in mano non si ha nessuna delle combinazioni sopra descritte, è preferibile lasciare anche se si perde l’Ante.
