Il Blackjack

Il Blackjack nasce in Francia con il nome di Vingt-et-un (Ventuno) nel XVII secolo e fu giocato addirittura da Napoleone Bonaparte. E’ successivamente sbarcato negli Stati Uniti, dove ha riscontrato un grandissimo successo diventando uno dei più popolari giochi di casino e mutò la denominazione in Blackjack (cioè fante nero).
Il Blackjack si gioca con uno o più mazzi di carte di poker, con un giocatore che fa il banco e gli altri che giocano. Per giocare tra amici può bastare un mazzo di carte, ma al casinò ne vengono usati di solito sei per un totale di 312 carte. La scala dei valori è così costituita: dal 2 al 10 il punteggio è pari al valore nominale, le tre figure Fante, Donna e Re valgono 10 punti; l’asso viene valutato, a discrezione del giocatore, 1 o 11 punti. I semi non hanno alcuna influenza o valore. La somma dei punti, al fine del calcolo del punteggio, avviene come conseguenza di un semplice calcolo aritmetico.
In realtà la partita rappresenta una sfida tra i giocatori ed il banco. Innanzitutto si effettuano le puntate, solitamente libere ad eccezione di un tetto massimo che può essere fissato dal casinò. Le scommesse possono essere effettuate da colui che siede al tavolo nella casella che gli sta di fronte ma anche in una o più delle altre caselle. Ma la stessa cosa può essere effettuata anche da qualsiasi altro giocatore che sta in piedi. Nel Blackjack ha diritto a giocare le carte chi ha scommesso sulla casella corrispondente e se ci sono più scommettitori, colui che ha puntato la somma più alta. Effettuate le puntate, il banchiere assegna una carta scoperta, in senso orario, ad ogni casella in cui compaia una puntata, compresa la sua. A questo punto il banchiere ripete l’operazione in maniera identica una seconda volta con l’unica differenza relativa alla propria carta che stavolta sarà coperta. In tal modo ogni giocatore conosce il proprio punteggio ma non quello del banchiere.
Ha ora inizio la fase conclusiva del gioco: il banchiere parte dal giocatore che occupa la casella uno e chiede se vuole un’altra carta oppure no; il giocatore risponderà carta, hit me, o card se la vuole. Se viceversa non la vuole: resto, sto, stand. Questa modalità si ripete fino a quando il giocatore non si sarà avvicinato quanto più ai ventuno punti (o addirittura li realizza) decidendo così di restare, oppure fino a quando supera i venuto punti sballando. Quando il giocatore sballa il banchiere ritira carte e puntata e passa al giocatore successivo. Se, invece, il giocatore resta, il banchiere lascia carte e puntata e passa al giocatore successivo. L’operazione prosegue di casella in casella fino alla settima. Se sono rimasti giocatori in gioco, il banchiere scopre la sua seconda carta e valuta il da farsi, essendo però obbligato ad osservare alcuni vincoli: se ha fino a 16 punti, deve chiamare carta; con 17 o più punti è obbligato a restare. A questo punto si confrontano le puntate ed il banchiere ritira le puntate di chi ha realizzato meno punti, congela per la mano successiva le puntate di chi ha realizzato pari punteggio, paga chi ha realizzato un punteggio superiore. Logicamente, se il banchiere sbanca sarà tenuto a pagare tutte le puntate rimanenti. Inoltre, i giocatori hanno una particolare opzione di gioco e cioè, se hanno realizzato da 9 a 11 punti con le prime due carte, possono raddoppiare la puntata (Double down) al momento della chiamata impegnandosi, però, a chiedere una sola carta.
Si realizza Blackjack quando si centra il punteggio di 21 con solo due carte ed in questo caso il banchiere è tenuto a pagare il giocatore una volta e mezza. Se anche il banchiere fa Blackjack, la puntata resta congelata.
