Casinò di Saint Vincent

| Casino in Italia | Sunday 24 January 2010 15:12

Casino Saint Vincent

Page, mosso dall’intento di risollevare le sorti del paese devastato dalla II Guerra Mondiale, dopo la liberazione d’Italia, pensò proprio di puntare sulla realizzazione di un Casinò per restituire un po’ di benessere alle popolazioni più colpite.

In realtà le fortune turistiche della cittadina valdostana risalgono a parecchi anni addietro e più precisamente al 20 luglio 1770, giorno in cui l’abate Jean-Baptiste Perret, appassionato di chimica e mineralogia, scoprì una sorgente d’acqua dalle virtù terapeutiche, che finì col diventare un richiamo per i villeggianti. Villeggianti tra i quali spiccano nomi quali: la regina Maria Teresa, moglie di Vittorio Emanuele I di Sardegna, e le sue tre figlie che seguirono la cura termale soggiornando al castello Challant della vicina Châtillon. Da allora tutta la haute société dell’ Italia settentrionale incominciò a frequentare Saint-Vincent per “passare le acque”. Nel 1850 la casa parrocchiale ospitò Silvio Pellico, venuto a rimettersi in salute dopo la prigionia nella fortezza dello Spielberg. Nel 1854 fu la volta di un’altra regina, Maria Teresa, vedova di Carlo Alberto, che cercò invano di rimettersi in salute. Di lì a poco scoppiò il boom delle terme e della “Riviera delle Alpi” che nel 1872 contava già tre alberghi ed anche un Casino che però era dedito alla musica ed alla danza e non al gioco d’azzardo. Nel 1898 fu la volta della regina Margherita, che soggiornò a Saint-Vincent anch’ella mossa dall’ apprezzamento per le virtù terapeutiche della “Fons Salutis” che valse alla cittadina termale valdostana l’ appellativo de “la Karlsbad italiana”.

Quindi, forte già di un turismo d’ elite, nel 1921 il sindaco Elia Page maturò un’ idea molto interessante e soprattutto redditizia: chiese al Sotto Prefetto di Aosta il permesso di aprire un tavolo di roulette anche se inizialmente, solo per i mesi estivi. Il Sotto Prefetto concesse il permesso. Nell’ estate dello stesso anno, nel salone del Kursaal si iniziò a giocare soldi e questo consentì all’ amministrazione, già a settembre, di pagare interamente i debiti contratti per i lavori al canale della montagna.

Alla fine della seconda guerra mondiale fu rieletto sindaco Elia Page che questa volta scrisse al Ministro degli Interni per chiedere la concessione per l’esercizio di tutti i giochi d’azzardo in forma esclusiva, per il territorio della Valle d’Aosta, per un periodo di anni quindici. A quella domanda non arrivò mai risposta, ma in forma ufficiosa venne resa nota la disponibilità del Governo ad accogliere la richiesta. Fu il Presidente del Consiglio, Federico Chabod, che appellandosi all’Autonomia concessa alla Valle d’Aosta, emanò il decreto di apertura del Casino de la Vallée. Alle ore 21 del 29 aprile 1947 il capo tavolo Robert Semeghini diede il grande annuncio “Messieurs, faites vos jeux”. La casa da gioco valdostana fin da subito iniziò a portare benessere in Valle d’Aosta e il Casino divenne presto la capitale dello Chemin de Fer, dove con il nove si vince sempre.

Oggi, con oltre 90 tavoli da gioco e più di 400 slot machine a disposizione della clientela 364 giorni all’ anno, il Casinò di Saint Vincent propone l’offerta di giochi più ricca in Italia e tra le più ricche d’ Europa.  L’accesso a tutte le sale da gioco è riservato ai maggiorenni non residenti in Valle d’Aosta i quali possono accedere solo alle sale slot. Il Casinò fornisce un servizio navetta gratuito per alberghi e ristoranti, previsto dalle ore 14.00 fino alla chiusura, ed un servizio mini-club curato da personale qualificato, a disposizione dei clienti dalle ore 15.00 alle ore 00.00 tutti i sabati e le domeniche ed in particolari periodi.

Il casinò promuove inoltre iniziative culturali, premi, eventi televisivi e spettacoli, tra cui i Premi Saint-Vincent per il giornalismo, il cinema, la fiction e la radio.

Il Casino di Campione

| Casino in Italia | Thursday 14 January 2010 14:48

Casino di Campione

E’ gestito dal comune di Campione d’Italia, l’enclave italiana nel Canton Ticino svizzero, sulla costa del lago di Lugano. Il Casino è stato fondato nel 1917, aperto nel 1933 e grazie al suo reddito rende i cittadini di Campione esenti dall’obbligo di pagare le tasse. Tradizionalmente, si ritiene che la sua costruzione, frutto dell’ingegno dell’architetto Americo Marazzi di Lugano, rispondesse anche a scopi diplomatici ben precisi. Era infatti un luogo ritenuto idoneo a fare spionaggio, durante l’epoca in cui era in atto il conflitto mondiale, forte della sua extraterritorialità ma anche e soprattutto di quell’ambiente sfavillante di luci e belle donne che, inevitabilmente, finiva col richiamare personaggi dell’alta burocrazia statale.

A soli due anni dall’apertura il Casinò si vide costretto a chiudere il 19 luglio del 1919, in conseguenza ad un decreto relativo alle case da gioco, per poi riaprire il 2 marzo del 1933.

L’edificio è composto da due facciate principali, una che si affaccia sul lago e l’altra verso Lugano. Ad impreziosire gli interni ci sono le opere del pittore Girolamo Romeo, al quale fu attribuito il compito di procedere alla decorazione delle sale. Le immagini dell’arredo, delle prime sale da gioco, del ristorante, evocano un fascino pari a quello di una preziosa opera d’arte, capace di richiamare alla mente le esclusive sensazioni proprie di un’epoca fantastica, immortalata nel proprio nome: la “Belle Epoque”!

Oggi l’edificio vede l’aggiunta dell’ ampia piazza adibita a parcheggio.

Il Casinò fu Istituzionalizzato negli anni trenta, molto probabilmente perchè si era capito l’enorme gettito finanziario di cui era fonte e tutt’ oggi resta un potente motore economico della città. Ma resta anche un luogo adatto a rispondere e nel migliore dei modi, alle esigenze proprie di eventi culturale e mondani. Non a caso quì sono nati i Premi di giornalismo e di critica letteraria e il Premio Maschera d’Argento collegato al mondo dello spettacolo.

E’ uno di quei luoghi costantemente scelto da Vip ed intellettuali, star internazionali, sfilate di moda e concerti che vanno dalla musica leggera, al jazz, al rock. Si parlò del casinò nel 2006 quando il figlio dell’ultimo re d’Italia, Vittorio Emanuele di Savoia, fu accusato di procurare donne per la prostituzione da mandare ai clienti del casinò. Sul suo sito il casinò ha negato ogni conoscenza di ciò.

Il 9 maggio 2007, segna la data che ha visto l’inaugurazione della nuova, innovativa sede del Casinò di Campione, opera progettata dall’ architetto svizzero Mario Botta, del valore di ben 14 milioni di franchi svizzeri (pari a 9.300.000 euro).  Questa avveniristica imponente struttura, copre un’area di  55.000 m² e nove piani, con tre livelli di parcheggio sotterranei,  è stata costruita negli spazi adiacenti alla vecchia ed è ben visibile da tutto il lago sul quale sorge, grazie a dei sistemi di illuminazione molto originali. La volontà di fornire un ambiente ancora più grande e confortevole per la nutrita clientela che frequenta le sale da gioco e il desiderio di offrire la migliore accoglienza per le conferenze e i congressi più ambiziosi o per gli eventi più spettacolari, si completa in un ambiente cordiale, ricco di ogni servizio e di elevata qualità professionale. Il Nuovo Casinò di Campione d’Italia si propone quindi come il più grande casinò d’Europa.

Anche la nuova sede del Casinò di Campione viene sempre più scelta come luogo idoneo a favorire incontri legati al business, alla cultura, grazie alla qualità dei servizi offerti ai cittadini, ai giocatori internazionali, ma anche alle aziende ed agli operatori culturali e dello spettacolo.

Casinò di Venezia

| Casino in Italia | Wednesday 6 January 2010 15:35

Casino di Venezia

Non che Venezia ne avesse poi chissà quanto bisogno…non dimentichiamo, infatti, che parliamo della città il cui tramonto, con la luce rossastra che si rifrange sull’acqua della laguna che (a volte cheta e a volte maestosa) la circonda e la percorre fra ponti e canali, fino a diventare un tutt’uno con la terra, ne fà la città del romanticismo per antonomasia.

Il casino fu progettato dall’architetto Mauro Codussi a partire dal 1502 dietro commissione della famiglia Loredan, oggi rappresenta un vero capolavoro dell’architettura rinascimentale, una dimora gentilizia tra le più sontuose di Venezia. La facciata principale, che affaccia sul Canal Grande, è resa maestosa dall’adozione di ordini classici sovrapposti e dalla presenza di massicci marcapiani: pareti traforate e leggere fatte apposta per specchiarsi nell’acqua. Gli ambienti interni sono stati la residenza di dogi e di Richard Wagner, che vi ha abitato e quì morì il 13 febbraio 1883.

La prima casa da gioco è nata nel capoluogo veneto nel 1638, successivamente negli anni trenta viene costituito il Casinò di Venezia al Lido di Venezia. Nel 1946 il comune di Venezia acquista il palazzo Vendramin per aprire, al secondo piano di tale edificio, la sede per il centro storico.
Coloro che vogliono divertirsi ai tavoli di Chemin de Fer, Roulette Francese, Black Jack, Trente et Quarante e Poker caraibico, devono far riferimento alla sede di Ca’ Vendramin, definita come “il salotto dei giochi classici”. E’ possibile alternare le giocate o decidere di dedicare i momenti di pausa ad un’ottima cena presso il ristorante Wagner che, in onore del grande compositore dal quale trae il nome, propone piatti raffinati in un’ ambientazione calda ed elegante, fra tele di Palma il Giovane e affreschi di Gian Battista Crosato.

Per quanto riguarda il Texas Hold’em, invece, la sede di riferimento è quella nuova di “Ca’ Noghera”, il primo Casinò all’americana in Italia, messa a punto nel 1999 con giochi, luci, suoni e colori, coesi a formare una dimensione moderna e informale e situata vicino all’aeroporto Marco Polo. Copre un’area di 5500 metri quadri dedicati ad ospitare il meglio dei giochi americani, ai quali si abbina un’arena spettacoli che consente di continuare la serata assistendo a concerti, rappresentazioni teatrali e sfilate di moda.

E’ possibile giocare a poker cash game, tutti i giorni dalle 15.30 alle ore 03.00 con tavoli che aprono con un minimo di quattro giocatori e che prevedono bui 5€/5€. Il buy-in minimo richiesto per giocare è pari a 300 euro, mentre il massimo è fissato a 1500 euro.

Il Casinò di Venezia ha iniziato da qualche anno ad ospitare tornei di poker nazionali e internazionali, come il No Limit Hold’em Festival nel 2007, La Notte del Poker nel 2008, la seconda e terza edizione del King Solomons Poker Championship sempre nel 2008, la recentissima tappa dell’Italian Poker Tour sponsorizzata da PokerStars e lo storico primo appuntamento italiano col World Poker Tour, tenutosi a maggio del 2009.

Inaugurato nel 1638, il Casinò di Venezia resta ancora oggi un centro di attrazione internazionale, forte dei giochi classici locati in ambiente suntuoso, ai quali si abbina un intrattenimento innovativo che viene curato dai migliori professionisti del settore, il tutto impreziosito da una cornice magica. Infatti , sebbene il Casinò di Venezia sia la più antica casa da gioco del mondo, di recente ha inaugurato una nuovissima sala da poker per tutti i suoi giocatori, chiamata la Click&Play. La scelta di volere introdurre questo tipo di sale da poker dimostra proprio la volontà del Casinò di Venezia di restare al passo coi tempi.

Casinò di Sanremo

| Casino in Italia | Saturday 2 January 2010 19:45

Casino di Sanremo

Fu progettato dall’ dall’architetto francese Eugenio Ferret ed inaugurato il 14 gennaio 1905. L’edificio fu concepito e realizzato con forme eleganti e decorazioni neobarocche che gli hanno consentito un fascino notevole, fascino che neppure il tempo è stato in grado di affievolire giacchè a distanza di più di un secolo resta immutato. L’eleganza dei suoi interni e degli arredi ha consentito la creazione di un ambiente in grado di offrire ai visitatori la possibilità di trascorrere momenti davvero unici, avendo tra l’altro elaborato un principio di gestione che fà del casinò di Sanremo un luogo di “non solo gioco”!
Questo modo di concepire il Casinò ha portato ad istituire il Premio Casinò Sanremo “Libro del Mare”. Si tratta di un concorso letterario che nelle sue prime due edizioni ha visto un’ ampia partecipazione di artisti di fama internazionale.
Tuttavia, la usa storia era già stata legata a grandi eventi mondani, primo tra i quali il Festival della Canzone Italiana in grado di avvolgere il Casinò in un alone da favola, mettendo insieme gioco e cultura, divertimento e mondanità, senza mai discostarsi dalla tradizione e senza mai intaccare quello che è i proprio fascino.
In effetti, uno dei maggiori elementi che concorre a rendere il Casinò di Sanremo tanto esclusivo, è proprio rappresentato dal fatto che il casinò offre ai giocatori vip non soltanto standard di gioco elevati e sfidanti, ma anche un ambiente riservatissimo ed eventi culturali e mondani di livello internazionale.
Il Casinò di San Remo copre un’area di 2500 metri quadrati, ed è costituito da diverse sale:
Sala Giò Ponti: di colore oro e rosso, è stata realizzata dall’architetto dal quale trae il nome, Giò Ponti nel 1953, ampia 441 metri,composta da tavoli di Roulette francese, Chemin de fer e Trente et Quarante.
Sala Comune: dedicata interamente ai giochi francesi, rappresenta il fiore all’occhiello del Casinò di Sanremo.
Sala 500: composta da uno splendido camino che immette nella sala comune ove troneggiano i lampadari in vetro soffiati stile Art Nouveau, presenta altri tavoli di Roulette, chemin de fer e giochi americani.
Sala De Sanctis: detta anche sala Gialla, ci si trovano i giochi americani. La sala ospita 10 tavoli di roulette, 8 tavoli di carte fra Black-jack, Texas Hold’em Poker e Mini-punto e banco.
Sala dorata: si tratta in realtà di un super privè dedicato ai giochi francesi, che può anche ospitare 250 persone per cene di gala e che accoglie i migliori e più grandi giocatori. E’ aperta quando ci sono giocatori che sono ammessi dalla Direzione dei Giochi a scommettere più di € 500 sul pieno della roulette francese. Si è voluto creare un luogo riservato a quei clienti con alto potenziale di gioco che desiderano maggiore “privacy”.
Area Eventi: si estende prima di arrivare alla sala dorata. Si tratta di una vasta sala dove si svolgono le cene di gala, le feste con spettacoli e le conferenze. E’ un’area che può accogliere delle mostre temporanee. Questa sala consente di accogliere anche i Tornei di Texas Hold’em poker e i famosi “sit and go”.
L’antico salone delle feste: si trova al piano terra, ed è stato completamente trasformato per diventare il salone delle slot machines. E’ ampio 1182 metri e qui sono state raccolte le più belle ed innovative slot in commercio.
Sala Liberty: è una sala mista di giochi americani con tavoli verdi e slot di ultima generazione. Ospita al suo interno un tavolo di Black Jack, uno di Hold’em poker, uno di Fair Roulette e 41 slot machines tra le più innovative e tecnologiche.